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lunedì 15 gennaio 2018

La Storia Siamo Noi - Shoah - Parte 2 (1/4)

Non nel nome di Dio. Confrontarsi con la violenza religiosa di Jonathan Sacks. Traduttore: R. Volponi (Giuntina)





















Il XXI secolo si deve confrontare con il costante aumento dell'estremismo religioso e della violenza nel nome di Dio. In questo libro straordinario, Jonathan Sacks ne esplora in profondità le radici e, concentrandosi su ebraismo, cristianesimo e islam, dimostra che perfino la più compassionevole delle religioni può essere corrotta dalla violenza quando la lettura dei testi si cristallizza e cessa di rinnovarsi nel tempo alla luce della verità dell'unità di Dio e del rispetto dell'altro. Questo libro è un richiamo accorato e severo per tutti coloro che hanno smarrito la via e uccidono nel nome del Dio della vita, fanno la guerra nel nome del Dio della pace e praticano la crudeltà nel nome del Dio della compassione.

venerdì 12 gennaio 2018

La Storia Siamo Noi - Shoah - Parte 1-(4/4)

Questa sera è già domani di Lia Levi (E/O)

Una vicenda di disperazione e coraggio realmente accaduta, ma completamente reinventata, che attraverso il filtro delle misteriose pieghe dell’anima ci riporta a un tragico recente passato. Nel 1938 si riuniscono 32 Paesi per affrontare il problema degli ebrei in fuga da Germania e Austria. Molte belle parole ma in pratica nessuno li vuole. Una sorprendente analogia con il dramma dei rifugiati ai nostri giorni. Nello stesso anno 1938 vengono promulgate in Italia le infami Leggi Razziali. Come e con quali spinte interiori il singolo uomo reagisce ai colpi nefasti della Storia? Ci sarà qualcuno disposto a ribellarsi di fronte ai tanti spietati sbarramenti? In questo nuovo emozionante romanzo Lia Levi torna ad affrontare con particolare tensione narrativa i temi ancora brucianti di un nostro tragico passato. Genova. Una famiglia ebraica negli anni delle leggi razziali. Un figlio genio mancato, una madre delusa e rancorosa, un padre saggio ma non abbastanza determinato, un nonno bizzarro, zii incombenti, cugini che scompaiono e riappaiono. Quanto possono incidere i risvolti personali nel momento in cui è la storia a sottoporti i suoi inesorabili dilemmi? È possibile desiderare di restare comunque nella terra dove ci sono le tue radici o è urgente fuggire? Se sì, dove? Esisterà un paese realmente disponibile all’accoglienza? Alla tragedia che muove dall’alto i fili dei diversi destini si vengono a intrecciare i dubbi, le passioni, le debolezze, gli slanci e i tradimenti dell’eterno dispiegarsi della commedia umana.

giovedì 11 gennaio 2018

La Storia Siamo Noi - Shoah - Parte 1-(3/4)

Talmud babilonese. Trattato Berakhòt. Testo ebraico a fronte. Curatore: G. Di Segni (Giuntina)

Berakhòt (Benedizioni) è il primo trattato del Talmud e fa parte del Séder Zera‘ìm (Ordine delle Sementi) che ha come oggetto l’insieme dei precetti relativi all’agricoltura, come le norme sulle decime dei prodotti agricoli, l’anno sabbatico, le primizie, l’angolo del campo da destinare al povero e allo straniero. Leggendo il trattato Berakhòt si comprende prima di tutto come il significato di "benedizione" abbia nell’ebraismo numerosi significati, rituali, religiosi e filosofici, che conducono il lettore a riflettere sul rapporto tra l’uomo, Dio e il creato. Questo trattato che apre il Talmud, considerato tra i più profondi e interessanti, affronta anche molti altri argomenti oltre alle norme agricole e le regole relative alle benedizioni. La prima parte del trattato è dedicata alle regole concernenti la più importante preghiera ebraica, lo Shemà. La prima frase di questa preghiera rappresenta l’essenza della fede ebraica: “Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno”. Essa afferma l’unicità e l’unità di Dio, ed è alla base del concetto di monoteismo. Dopo la preghiera dello Shemà si affrontano le norme relative a un’altra preghiera centrale nella liturgia ebraica: la Amidà. In particolare si trattano le regole che traggono origine dalla preghiera di Channà, la donna sterile che si recò al Santuario per pregare il Signore di concederle un figlio. La preghiera fu efficace e da lì a un anno nacque un bambino, Samuele, il profeta alla cui vita e opere sono dedicati i due libri biblici omonimi. All’inizio del primo libro è riportata la preghiera di Channà la cui storia viene raccontata nel trattato. In seguito si affrontano le norme relative a tutte le altre benedizioni, da quelle sul cibo a quelle della vita quotidiana e quelle particolari come quando si assiste a un miracolo, a un particolare fenomeno atmosferico o a uno spettacolo della natura o quando ci si salva da un pericolo o si riceve una buona o una cattiva notizia. Ma il trattato Berakhòt è famoso anche per le sue numerose parti di racconto, di Aggadà. Si tratta di passaggi che aprono lo spazio a considerazioni filosofiche, alla conoscenza storica, archeologica e scientifica, con brani di grande interesse anche economico e sociologico, sempre senza censure nei confronti di qualsiasi argomento. E infine troviamo un’affascinante disamina dei sogni, della possibilità di interpretarli e del valore che può essere loro attribuito. Leggendo i nove capitoli di Berakhòt si entra, nella migliore tradizione talmudica, in una sorta di “universo” nel quale nessun argomento è escluso dalla discussione dei Maestri.


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